Una soluzione potenziale per alimentare i sensori IoT

L’Internet of Things (IoT) offre alle aziende l’accesso a una quantità di dati senza precedenti per l’analisi delle preferenze dei clienti, il monitoraggio e la gestione dell’inventario, il controllo delle attrezzature ed altro ancora.

Ma l’IoT presenta anche sfide di gestione scoraggianti per i leader IT aziendali. I professionisti IT non devono soltanto preoccuparsi di proteggere e integrare i dispositivi IoT nelle loro reti, ma sono anche responsabili del funzionamento dei sensori IoT. E se stiamo parlando di centinaia, migliaia o addirittura di milioni di sensori situati presso la sede centrale, in transito o in apparecchiature remote, il problema sembra travolgente.

Cosa fare, dopotutto, quando si scarica la batteria del sensore IoT? I team di spedizione per sostituire le batterie dei sensori sarebbero proibitivi. All’improvviso l’IoT può sembrare un estenuante incubo logistico.

Patrick Nelson, collaboratore di Network World, suggerisce che una potenziale soluzione per la gestione dell’energia è quella di garantire che i sensori IoT non consumino energia quando non stanno funzionando.

“Un modo per farlo può essere impiegando uno schema radio che accenda il sensore”, scrive Nelson. “Questo metodo potrebbe ridurre significativamente la potenza richiesta per l’intero impianto IoT nel corso del tempo, secondo gli scienziati, perché quando il dispositivo è in attesa di avviso utilizza meno energia di quella che impiega il sensore, stia o no dormendo. Il sensore stesso è completamente dormiente.”

L’ostacolo di quell’approccio, risalta Nelson, è la dimensione aggiuntiva richiesta per un sensore di antenna funzionante, che potrebbe rendere l’hardware troppo grande per essere utile. Per fortuna, dice, i ricercatori di ingegneria della Stanford University potrebbero avere una soluzione. Stanford News fornisce i dettagli:

“Angad Rekhi, uno studente laureato nel laboratorio Arbabian di Stanford, e Amin Arbabian, professore assistente di Ingegneria Elettrica, hanno sviluppato un ricevitore di risveglio che accende un dispositivo in risposta a segnali ultrasonici in arrivo —segnali al di fuori dell’intervallo di valori che gli esseri umani possono percepire.

Una volta collegato a un dispositivo, un ricevitore di risveglio avverte un modello ultrasonico unico che indica quando accendere il dispositivo. Ha bisogno di poca energia per mantenersi in funzionamento, in modo da risparmiare l’energia complessiva mentre prolunga la durata della batteria del dispositivo più grande. Un ricevitore ben progettato consente inoltre di accendere il dispositivo da una distanza significativa”.

Non sappiamo quando la tecnologia del ricevitore di risveglio ad ultrasuoni sarà disponibile per una rete IoT che avrai vicino, ma quando questo accada, dovrebbe ridurre al minimo sia i costi, sia il fastidio di garantire che i sensori siano in grado di svolgere il proprio lavoro di ottenere e trasmettere preziosi dati aziendali.


Chris Nerney è uno scrittore specializzato in tecnologia mobile, collaborazione sul posto di lavoro, automazione, intelligenza artificiale e cloud computing.

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