Il circolo virtuoso dell’adozione del cloud

È appena iniziato il 2019 e la gente continua a pensare che il cloud sia “soltanto il computer di qualcun’altro”.

Scusatemi, ho perso di vista la tastiera perchè ho spalancato gli occhi troppo forte.

Fortunatamente questo approccio obsoleto sta scomparendo dai dipartimenti IT, anche grazie al fatto che, secondo un recente sondaggio (pdf) della fondazione open-source Platform-as-a-Service (PaaS), Cloud Foundry, le persone stanno effettivamente utilizzando il cloud.

Vedete, non sono gli obiettivi business mirati a far risparmiare denaro o le ragioni culturali a voler abbracciare le nuove tecnologie. Al contrario, “l’adozione del cloud è un circolo virtuoso – più le aziende lo utilizzano e familiarizzano con le sue tecnologie e più continuano a volerlo. In qualità di testimoni dei benefici immediati dell’utilizzo della nube, le imprese espandolo il suo utilizzo”.

In altre parole, puoi dire al management team che si occupa del cloud di migliorarne la sostanza o aumentarne la produttività fino all’esaurimento. Ascolteranno, ma la vera approvazione arriverà dalle aziende che seguiranno la via dell’utilizzo della nuvola.

Questo suggerisce che il modo migliore per portare la tua impresa nel cloud sia quello di iniziare con piccoli progetti. Per esempio, semplicemente mostrando alla suite executive ciò che la nube può fare per la loro azienda, possono facilmente convincersi a sostenere questa iniziativa.

Mentre questo processo continua, le persone passano da una conoscenza basica ad articolata del cloud. Lo si può vedere da un rapporto in cui il 74% degli intervistati ritiene di poter spiegare con sicurezza la piattaforma (PaaS) ai colleghi; questa percentuale è aumentata dell’11% da febbraio 2016. Contemporaneamente il 49% si sente di poter illustrare i conteiners; questo dato è incrementato del 24% in due anni.

Tutto ciò è avvenuto non perchè abbiano letto i miei articoli – anche se questo non può fare alcun male! – ma perchè stanno utilizzando queste tecnologie. Per esempio, questo sondaggio ha rilevato che l’87% dei professionisti sta valutando di utilizzare, se non addirittura utilizzando, containers nel loro business.

Le aziende non sono più indecise sul fatto di usufruire o meno del cloud ma quali tipi di nube e tecnologie adottare. Come ha osservato Cloud Foundry, “Le imprese si sono basate su strategie coese e coerenti e il mercato si sta accorpando intorno a queste scelte.”

Con questo, le aziende si stanno impegnando con i fornitori di servizi cloud. Nell’ultimo anno, c’è stato un aumento del 13% dei responsabili delle decisioni IT che hanno selezionato questi ultimi proprio per implementazioni di ampia portata. Allo stesso tempo, il cloud pubblico continua a crescere con un aumento stimato del 17%, ma questo non sta andando a scapito del cloud privato, dove c’è stato un aumento di circa il 6% in uso.

Non sono solo le persone a spostare lo storage nella nube, ad una infrastruttura come servizio (IaaS). Il 50% degli organismi decisionali ha riferito che ora sta sviluppando il 60% o più delle loro applicazioni sul cloud. Si tratta di un aumento di 13 punti nell’utilizzo dei servizi cloud Platform-as-a-Service.

Detto ciò, le nuove tecniche di cloud computing nativo, integrazione continua (CI) e consegna continua (CD) non sono ancora decollate. Solo il 25% dei responsabili delle decisioni IT riferisce infatti di sviluppare principalmente approcci basati su applicazioni native della nube e, quasi la metà, segnala di esplorare lo sviluppo di applicazioni originarie del cloud.

Il 40% delle imprese sta ridisegando e riadattando le applicazioni ereditate dalla nube. Allo stesso tempo, circa un terzo sta eseguendo il trasferimento di quelle precedenti all’interno del cloud.

A che cosa è dovuto questo impulso a spostare le applicazioni nel cloud? Siamo migliorati lentamente nel padroneggiare le tecnologie PaaS; nel febbraio 2016, quasi il 40% degli intervistati ha affermato che il controllo delle innovazioni cloud era il loro più grande ostacolo. Oggi, solo il 33% afferma che selezionare e integrare gli strumenti e le tecnologie giuste è ciò che sta rallentando il passaggio delle loro applicazioni alla nube.

Anche se questo report non permette di approfondire l’argomento, sembra che non ci siano ancora abbastanza sviluppatori esperti per tutti. Negli oltre sessanta spettacoli tecnologici in cui sono andato nel 2018, ogni azienda con cui ho parlato cercava disperatamente amministratori di sistema e programmatori che capissero il cloud.

Quindi, Cloud Foundry ha ragione a pensare che la nostra crescente familiarità e il comfort con la nube abbiano portato a un circolo virtuoso del cloud. Detto questo, affinché tutto ciò prosegua nel 2019 avremo bisogno di sempre più maestri del cloud per soddisfare la sua crescente richiesta da parte dei professionisti IT che lo ottengono.


Steven J. Vaughan-Nichols, è uno scrittore di tecnologia e business.

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