In arrivo i 5 principali sviluppi del cloud

Mettetevi comodi, perchè presto vi porteremo in alcuni posti molto interessanti grazie al cloud.

  1. L’Hybrid Cloud decolla

Per molto tempo  il cloud ibrido non è andato da nessuna parte. Questo perché non era facile integrare cloud privati ​​e pubblici. Poi è arrivato Kubernetes e tutto è cambiato.

Mediante Kubernetes, fino a quando una piattaforma cloud lo supporta, e al momento lo fanno tutte, è possibile eseguire cluster di container attraverso la nube. Quindi, volete gestire i contenitori nei cluster di Kubernetes mediante il cloud OpenStack privato e attraverso Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure o Google Cloud contemporaneamente? È possibile. Del resto, potreste realizzare attività su tutte queste piattaforme cloud e in molte altre se lo voleste.

Per far sì che ciò accada è però necessario che tutti i fornitori supportino Kubernetes come base per il proprio stack cloud ibrido.

2. L’ascesa del Service Mesh

Un altro contributo allo sviluppo del cloud ibrido è la crescita delle architetture delle reti di servizi. Le applicazioni containerizzate attraverso il cloud ibrido devono connettersi tra loro mediante architetture di cloud differenti. Nonostante ci siano diverse tipologie di Service Mash, quella che penso otterrà maggior esito è Istio.

Si tratta di reti di microservizi e containers. Inoltre, fornisce funzionalità di rilevamento, ripristino degli errori, bilanciamento del carico, metriche e servizi di monitoraggio. È possibile utilizzarla, tra le altre cose, per supportare controllo degli accessi, test A / B, versioni canary, autenticazione e crittografia end-to-end e limitazione della velocità.

Non avete ancora sentito parlare molto di Istio, ma lo farete, proprio come quando Docker ha trasformato il modo di gestire e memorizzare le applicazioni e Kubernetes ha cambiato il modo in cui gestivamo i container. Il progetto open-source Istio si basa su entrambi questi strumenti per fornire la propria rete di servizi, e, in un certo senso, potrebbe rivelarsi altrettanto importante nel mondo del cloud.

  1. Serverless: la prossima generazione di applicazioni

Va bene, il termine serverless serve più a confodervi le idee che ad aiutarvi a capire. I server esistono ancora e ci saranno per sempre, ed il computing, utilizzato in modalità serverless, offre agli sviluppatori servizi di tipo back-end. Quindi, quando i progettisti scrivono un’applicazione, invece di ricorrere alle funzioni nel senso tradizionale, utilizzano un programma già funzionante per fornire un servizio a ciò che stanno creando. Questo gli fornisce un’astrazione semplice da utilizzare per accedere alle risorse di calcolo.

Il poster-child per il servizio serverless si chiama AWS Lambda. Con esso, è possibile eseguire programmi senza provisioning o gestione dei server. Ufficialmente l’esecuzione si può realizzare solo su AWS, ma TriggerMesh, una società di gestione serverless cloud open source, sta cercando di abilitare l’utente a eseguire le funzioni Lambda su – sorpresa! – nubi basate su Kubernetes.

Dovreste inoltre tenere a mente che Lambda è lontana dall’essere l’unico programma serverless. Le funzioni di Azure, Apache OpenWhisk e Auth0 Webtask possono rappresentare valide alternative. Per questo motivo mi aspetto che i progetti senza server siano attivi e funzionanti su quasi tutte le nuvole entro la fine dell’anno.

  1. Sicurezza gestita nel cloud

Proteggere una nube non è facile. Non esistono programmi semplici e su misura per tutti. Per questo motivo, mi aspetto che i fornitori di servizi di sicurezza gestiti (MSSP) diventino un business sempre più diffuso. Questa nuova svolta per i fornitori di servizi IT offrirà agli utenti del cloud l’aiuto necessario per garantirgli che sia realmente sicuro.

  1. Il conforto dei fornitori di servizi cloud

Probabilmente avrete notato che le compagnie cloud si stiano comprando a vicenda. Questa tendenza continuerà solo nel 2019.

Non chiedetemi chi comprerà chi o per quanto. Non lo so. Quello che so per certo è che ci sono ancora troppe compagnie cloud in circolazione.

In particolare, con così tanti fornitori e la necessità impellente di migrare verso Kubernetes, non tutti avranno successo nell’orchestrazione dei container cloud. Alcune di queste società potrebbero non solo non essere acquistate, bensì allontanate non appena sarà chiaro che non avranno abbastanza clienti per fare affari redditizi.

A buon intenditor poche parole. Mentre lavorate sulla vostra strategia cloud, guardate attentamente i potenziali fornitori e partner. La tecnologia potrebbe cambiare, ma le preoccupazioni aziendali rimarranno le stesse di sempre.


Steven J. Vaughan-Nichols, è uno scrittore di tecnologia e business.

 

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